La stagionalità funziona? Cosa dicono gli studi accademici


Nel mondo degli investimenti, c'è una domanda fondamentale che attraversa decenni di dibattito accademico e pratica finanziaria: esistono metodi sistematici per ottenere rendimenti superiori rispetto al mercato?
Recentemente, una delle ricerche più approfondite e autorevoli mai realizzate su questo tema ha dato una risposta sorprendente: secondo lo studio, alcuni di questi metodi mostrano una persistenza notevole, e tra questi c'è uno dei meno conosciuti: la stagionalità.
Uno studio fondamentale condotto da Guido Baltussen, Laurens Swinkels e Pim van Vliet, pubblicato con il titolo "Global Factor Premiums", ha analizzato 68 mercati diversi per un periodo storico eccezionale: fino a 217 anni. Un arco temporale così ampio, quasi senza precedenti nel panorama accademico, permette di valutare la persistenza di questi fenomeni con una solidità statistica rara.
Ma facciamo un passo indietro: cosa sono i "premi dei fattori globali"?
Cosa sono i fattori di investimento globali?

I fattori d'investimento sono caratteristiche degli asset finanziari che, storicamente, sono state associate a rendimenti diversi da quelli del mercato. In parole semplici, sono regole per classificare gli investimenti in base a pattern misurabili nel tempo. Lo studio in questione ha testato i sei più importanti fattori globali su un periodo lunghissimo—fino a 217 anni—e in ben 68 mercati diversi, includendo azioni, obbligazioni, valute e materie prime.
Tra questi fattori, uno dei più persistenti nel campione analizzato è anche il meno noto al grande pubblico: la stagionalità.
La stagionalità, nell'investimento, significa rilevare schemi ciclici ripetitivi di rendimento che si verificano in specifici momenti dell'anno o del mese. Esempi noti di stagionalità sono il cosiddetto "effetto gennaio" o il "rally di Natale" nei mercati azionari.
Cosa dice lo studio sulla stagionalità?
Secondo l'analisi di Baltussen e colleghi, l'effetto stagionale non solo esiste, ma è tra i più persistenti nel lungo periodo all'interno del campione studiato.
Il risultato è interessante per almeno tre ragioni:
Validità storica: Lo studio ha analizzato quasi due secoli di storia finanziaria, indicando che la stagionalità non è un fenomeno recente o temporaneo, bensì una caratteristica profondamente radicata nei mercati.
Validità globale: La stagionalità è stata testata su ben 68 mercati, inclusi azioni, valute, obbligazioni e materie prime, mostrando una consistenza sorprendente.
Scarsa diffusione tra gli investitori: Nonostante queste evidenze, la stagionalità è ancora sottovalutata e poco utilizzata dagli investitori, che tendono invece a concentrarsi su metodi più tradizionali come il Value Investing.

Ciclo annuale e Nasdaq 100 calcolato dalla nostra Dashboard
Perché esiste la stagionalità?
Secondo gli autori, la stagionalità è legata ai comportamenti degli investitori. Ad esempio, gli investitori tendono a ripetere certi comportamenti durante l’anno—come l'acquisto o la vendita di azioni in determinati periodi per motivi fiscali o contabili—creando pattern stagionali misurabili.
Implicazioni per gli investitori comuni
Questa scoperta ha implicazioni significative per gli investitori privati e professionali:
Diversificazione del portafoglio: La stagionalità può essere un elemento di diversificazione da valutare all'interno di una strategia, con i limiti propri di ogni evidenza storica.
Metodo:Studiare la stagionalità significa basarsi su pattern osservati su lunghi periodi, invece che sulle mode del momento o sulle performance recenti.

Conclusione
In sintesi, lo studio dei ricercatori dell’Erasmus University di Rotterdam dimostra che alcuni fattori, in particolare la stagionalità, non sono anomalie temporanee ma rappresentano caratteristiche profonde e persistenti dei mercati finanziari. La stagionalità si conferma così un fenomeno persistente, da studiare con metodo.
Per investitori, consulenti e gestori, la stagionalità è un fenomeno che merita di essere studiato e verificato sui dati prima di qualsiasi utilizzo.
Impara questa tecnica
Nei nostri corsi di formazione si impara a misurare la stagionalità e a verificarla sui dati storici, con gli strumenti della nostra dashboard. Il grafico qui sotto mostra l'andamento reale dello scanner nel 2024, seguito mese per mese a mercati aperti — non un backtest — a confronto con l'S&P 500. Il futuro non è mai prevedibile con certezza e i risultati passati non lo garantiscono, ma questi dati restano coerenti con quanto osservato dalla ricerca accademica sulla stagionalità.



